Nell'ultimo numero (407 del 14–20 febbraio 2026) di The Lancet, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, viene ribadito con forza un concetto che nella pratica clinica quotidiana ha un peso concreto: “qualsiasi rischio associato alla terapia con statine è ampiamente superato dai benefici cardiovascolari”.
Si tratta di un’affermazione fondata su rianalisi di grandi trial randomizzati e meta-analisi che distinguono con maggiore precisione tra eventi realmente attribuibili al farmaco ed effetti percepiti o sovrastimati.
Statine e prevenzione cardiovascolare: non solo colesterolo
Le statine non sono semplicemente farmaci ipocolesterolemizzanti, ma interventi di prevenzione cardiovascolare in grado di ridurre in modo significativo:
- infarto miocardico
- ictus ischemico
- mortalità cardiovascolare
Questo avviene attraverso la riduzione dell’LDL e la stabilizzazione della placca aterosclerotica.
Sicurezza delle statine: quali sono i reali effetti collaterali?
Il nodo critico, spesso oggetto di dibattito mediatico, riguarda la sicurezza.
I dati confermano che:
- la miopatia clinicamente rilevante è rara
- i dolori muscolari riferiti nella pratica risultano in larga parte non correlati causalmente al farmaco
- una quota non trascurabile è spiegabile con effetto nocebo
L’aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza è documentato, ma modesto e prevalentemente confinato a soggetti già predisposti. Soprattutto, il numero di eventi cardiovascolari prevenuti supera ampiamente i nuovi casi di diabete attribuibili alla terapia.
Le alterazioni epatiche significative restano eventi rari e generalmente reversibili.
Prevenzione primaria e secondaria: quando prescrivere la statina
In prevenzione secondaria, nei pazienti con pregresso infarto, ictus o rivascolarizzazione, il beneficio è netto e difficilmente contestabile.
In prevenzione primaria la decisione richiede una valutazione individualizzata del rischio cardiovascolare globale. Tuttavia, nei soggetti ad alto rischio il rapporto rischio-beneficio rimane favorevole.
Nella medicina generale la prescrizione della statina non dovrebbe essere guidata da un singolo valore di colesterolo, bensì dall’inquadramento complessivo del paziente, includendo:
- età
- pressione arteriosa
- abitudine al fumo
- diabete
- familiarità
Il tutto integrando sempre le modifiche dello stile di vita.
Il messaggio chiave: benefici superiori ai rischi
Il messaggio pratico è chiaro: gli effetti collaterali esistono e vanno monitorati, ma sono nella grande maggioranza dei casi gestibili.
La sospensione ingiustificata espone invece il paziente a un rischio cardiovascolare concreto e misurabile.
In un contesto in cui la percezione del rischio è spesso influenzata da narrazioni semplificate o amplificate, l’evidenza scientifica di alta qualità continua a indicare che, nei pazienti appropriati, le statine rappresentano uno dei pilastri più solidi della prevenzione cardiovascolare moderna, con un rapporto beneficio/rischio nettamente favorevole.