Elezioni comunali a Venaria Reale: il civismo moderato di Fabio Giulivi domina la scena politica

Elezioni comunali a Venaria Reale: il civismo moderato di Fabio Giulivi domina la scena politica

A Venaria Reale il vero vincitore delle elezioni amministrative è il civismo moderato. La lista civica Venaria Riparte, legata al sindaco Fabio Giulivi, si conferma infatti la più votata della coalizione di centrodestra, blindando Palazzo Civico e ridisegnando gli equilibri politici locali.

Il dato politico più significativo emerge dal confronto con le amministrative del 2020: allora la Lega rappresentava il primo partito della coalizione con il 15,06% dei voti e sei seggi conquistati, mentre Venaria Riparte si fermava al 12,37% con cinque seggi. Oggi lo scenario appare ribaltato. La lista civica del sindaco diventa il motore trainante dell’intero schieramento composto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati.

Un risultato che conferma una trasformazione politica già visibile in molte realtà locali italiane: il consenso tende a spostarsi dai partiti tradizionali verso liste civiche capaci di interpretare una linea amministrativa pragmatica, territoriale e meno ideologica.

Il confronto con il 2020: dalla Lega al civismo di governo

Nel 2020 il centrodestra venariese era guidato principalmente dalla Lega, che rappresentava la forza dominante della coalizione. Accanto al Carroccio si collocavano Fratelli d’Italia con il 6,44% e due seggi, Forza Italia con il 4,2% e un consigliere, oltre a Venaria Unione di Centro che aveva raccolto il 3,87%.

Cinque anni dopo, invece, il peso politico interno alla coalizione si è riequilibrato a favore del sindaco e della sua rete civica. Un passaggio che fotografa un fenomeno sempre più frequente nelle amministrazioni locali: gli elettori sembrano premiare la continuità amministrativa, la riconoscibilità del candidato e la percezione di vicinanza al territorio più che l’appartenenza ai simboli nazionali.

Fabio Giulivi riesce così a consolidare una leadership personale che va oltre i partiti e che trasforma Venaria Riparte in una vera lista contenitore del centrodestra moderato.

Centrosinistra frammentato: il modello Schillaci non esiste più

Sul fronte opposto, il centrosinistra esce ridimensionato e senza una struttura politica stabile. La candidatura di Mirco Repetto ha rappresentato un tentativo di aggregare l’area progressista insieme al Movimento 5 Stelle, ma il divario con la coalizione di centrodestra è apparso netto.

Il confronto con il 2020 evidenzia inoltre come il centrosinistra abbia perso compattezza e capacità organizzativa. Al ballottaggio di cinque anni fa Rossana Schillaci aveva raggiunto il 49,1% dei voti, sostenuta da una coalizione molto ampia nella quale il Partito Democratico era il primo partito con il 19,34%.

Quella coalizione comprendeva Moderati, Europa Verde-Demos, Democrazia Solidale, PSI-Italia Viva, Venaria Coraggiosa e Venaria Punto e a Capo: liste che oggi risultano politicamente disperse o non più presenti nello scenario cittadino.

Anche il quadro civico del centrosinistra si è progressivamente dissolto. Nel 2020 Uniti per Cambiare, che non aveva sostenuto Schillaci, aveva corso insieme a Pino Capogna ottenendo il 18% dei voti. Parallelamente il Movimento 5 Stelle con Gioachino Barcellona aveva raggiunto il 7,03%.

La differenza rispetto al centrodestra appare evidente: mentre l’area guidata da Giulivi ha consolidato una struttura civica forte e riconoscibile, il centrosinistra ha progressivamente perso riferimenti locali stabili.

Strategia social e leadership personale: le chiavi del successo di Giulivi

Dietro il risultato elettorale emerge anche un elemento comunicativo e amministrativo preciso. Fabio Giulivi ha costruito negli anni una strategia basata su presenza costante sui social network, comunicazione diretta e forte personalizzazione della leadership.

Una modalità che si è dimostrata efficace soprattutto a livello locale, dove il rapporto diretto con i cittadini, la capacità di presidiare il dibattito online e la percezione di ascolto continuo incidono sempre di più sul consenso.

Il modello politico del sindaco di Venaria Reale si inserisce così in una tendenza nazionale: il rafforzamento di figure civiche moderate capaci di dialogare con il centrodestra senza dipendere completamente dai partiti.

In questo contesto, il progetto “senza partiti” di Andrea Accorsi non è riuscito a sfondare, fermandosi al 4,9% dei voti. Un risultato che conferma come il civismo oggi premi soprattutto chi riesce ad abbinare identità locale, macchina amministrativa e coalizione strutturata.

Regionali 2024: a Venaria prevalgono i partiti nazionali

Interessante anche il confronto con le elezioni regionali del 2024, che avevano raccontato una fotografia politica molto diversa.

In quell’occasione il voto venariese aveva premiato soprattutto i partiti nazionali, con una netta polarizzazione tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia.

Alberto Cirio aveva ottenuto il 48,18% dei voti. Fratelli d’Italia risultava primo partito del centrodestra con il 20,72%, seguito dalla Lista Civica Cirio Presidente all’11,61%, Forza Italia al 9,31% e Lega al 6,82%. Noi Moderati si era fermata allo 0,66%.

Nel centrosinistra la candidata Gianna Pentenero aveva raccolto il 38,16%, con il Partito Democratico primo partito cittadino al 25,97%. Alleanza Verdi Sinistra aveva raggiunto il 7,37%, mentre il Movimento 5 Stelle con Sara Disabato aveva ottenuto l’11,43%.

Il confronto tra regionali e comunali mostra quindi una dinamica molto chiara: quando il voto riguarda il governo locale prevalgono il civismo e la leadership amministrativa; quando invece la competizione si sposta sul piano regionale o nazionale, gli elettori tornano a premiare i grandi partiti.

Affluenza in calo: quasi otto punti persi in cinque anni

Il dato più preoccupante resta però quello dell’affluenza.

A Venaria Reale continua infatti la discesa della partecipazione elettorale. In questa tornata amministrativa ha votato il 57,48% degli aventi diritto contro il 65,38% delle comunali di cinque anni fa: un calo di quasi otto punti percentuali.

Anche rispetto al referendum sulla giustizia si registra una diminuzione significativa, mentre alle elezioni regionali del 2024 l’affluenza si era fermata al 50,83%.

Un trend che conferma una crescente disaffezione verso il voto e che riguarda trasversalmente tutte le forze politiche.

La nuova geografia politica di Venaria Reale

Il voto amministrativo consegna quindi una nuova geografia politica cittadina.

Da una parte emerge il consolidamento di un modello civico-amministrativo guidato da Fabio Giulivi, capace di assorbire e coordinare le anime moderate del centrodestra. Dall’altra il centrosinistra appare ancora alla ricerca di una sintesi politica e organizzativa.

La sfida dei prossimi anni sarà capire se questo modello civico riuscirà a mantenere consenso anche in presenza di un’affluenza sempre più bassa e di un quadro politico nazionale in continua evoluzione.

Per ora, però, il messaggio delle urne appare chiaro: a Venaria Reale il civismo moderato ha sostituito i partiti come principale motore del consenso locale.