Un investimento da 25 milioni di euro per ridisegnare il futuro urbano di Druento e dare nuova vita a uno dei principali siti industriali dismessi dell’area metropolitana torinese. Con la Variante 12 al Piano Regolatore, prende forma un ambizioso progetto di rigenerazione urbana sostenibile che trasformerà l’ex complesso Mantovani & Serazzi in un quartiere contemporaneo orientato al benessere della persona, alla qualità dello spazio pubblico e all’inclusione sociale.
Dalla fabbrica del Novecento a un nuovo quartiere sostenibile
Lo storico stabilimento industriale, attivo dal dopoguerra nella produzione di cavi elettrici e telefonici e dismesso dal 2013, si prepara a diventare un modello innovativo di trasformazione urbana. L’area, caratterizzata da capannoni con coperture a shed, piazzali asfaltati e ampie superfici impermeabilizzate, sarà completamente ripensata per lasciare spazio a un nuovo tessuto urbano più equilibrato, verde e permeabile.
Il progetto, promosso dalla proprietà Arcea Città Olistica – La Città Condivisa insieme alla Fondazione Riccardo e Marina Mantovani e condiviso dal Comune di Druento, rappresenta uno degli interventi più significativi di riqualificazione urbana nel torinese, sia per dimensioni sia per visione strategica.
Un investimento strategico da 25 milioni per il territorio
L’intervento prevede un investimento complessivo di 25 milioni di euro, destinato non solo alla costruzione di nuovi edifici, ma soprattutto alla creazione di infrastrutture sociali, ambientali e urbane capaci di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.
Si tratta di una scelta progettuale che punta a generare valore economico e sociale duraturo, rafforzando l’attrattività di Druento e contribuendo allo sviluppo sostenibile dell’intera area metropolitana torinese.
La “città olistica”: un nuovo paradigma urbanistico
Il masterplan – curato dagli architetti Guido Laganà, capofila scomparso nel 2024, Giuseppe Bartelloni, Francesca La Malva, Davide Vicenzutto e Marco Rossi – introduce il concetto di “città olistica”, un modello urbano che integra abitare, lavoro, cura della persona, socialità e contatto con la natura.
L’obiettivo non è soltanto sostituire una fabbrica dismessa con nuovi edifici, ma ricucire il rapporto tra città, ambiente e individuo, trasformando lo spazio urbano in uno strumento di benessere collettivo.
Il nuovo quartiere sarà caratterizzato da una distribuzione equilibrata delle funzioni urbane, pensata per garantire vitalità e servizi di prossimità. In particolare, sono previsti 4.300 metri quadrati di superficie destinati alla residenza, affiancati da 5.695 metri quadrati dedicati ad attività terziarie e servizi, oltre a 2.000 metri quadrati riservati al commercio di vicinato. Questa articolazione funzionale contribuirà a creare un ambiente urbano dinamico, accessibile e autosufficiente, capace di rispondere alle esigenze quotidiane degli abitanti e di favorire relazioni sociali e qualità della vita.
Riduzione del costruito e più spazio al verde
Uno degli aspetti più innovativi dell’intervento riguarda la scelta di ridurre la densità edilizia esistente, invertendo la logica tradizionale delle trasformazioni urbane. Il volume edificabile passerà infatti da 79.709 metri cubi a 43.888 metri cubi, pari a circa il 55% dell’attuale, mentre le superfici permeabili triplicheranno: da 3.458 mq a oltre 10.110 mq, raggiungendo il 31% dell’intera area.
Questa strategia consentirà di migliorare la qualità ambientale, ridurre l’impatto climatico e favorire la biodiversità urbana.
Al centro del progetto c’è anche una forte dimensione sociale. Il quartiere sarà progettato per rispondere alle esigenze di anziani, persone con disabilità, ragazzi autistici, famiglie e cittadini temporaneamente vulnerabili, promuovendo autonomia, accessibilità e integrazione.
Spazi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi e servizi dedicati alla salute contribuiranno a creare un ambiente urbano capace di favorire relazioni, sicurezza e coesione comunitaria.
La trasformazione dell’ex Mantovani & Serazzi contribuirà inoltre a riqualificare l’ingresso sud della città, rafforzando il legame con il sistema ambientale del Parco della Mandria e con il contesto metropolitano torinese.
In questo senso, la “città olistica” non rappresenta solo un intervento edilizio, ma un vero progetto di sviluppo territoriale, capace di coniugare sostenibilità, innovazione urbanistica e investimento economico.