C’è un filo rosso che attraversa la storia italiana e arriva fino al presente: è il filo della libertà, intrecciato di coraggio, sacrificio e responsabilità. Un’eredità viva che continua a interrogare il nostro tempo. È con questo spirito che Lanzo Torinese ha celebrato il 25 Aprile, Festa della Liberazione, in una giornata intensa di memoria collettiva, partecipazione civile e profondo valore culturale.
Le celebrazioni hanno assunto un significato ancora più speciale nel ricordo del 50° anniversario del conferimento della Medaglia d’Argento al Valor Militare, assegnata nel 1976 per i sacrifici delle popolazioni locali e per il contributo della Resistenza partigiana sul territorio.
Un riconoscimento che lega in modo indissolubile Lanzo alla lotta per la libertà e alla nascita della democrazia italiana, riaffermando il ruolo decisivo delle comunità locali nella storia nazionale.
Dopo la cerimonia al Monumento ai Caduti, il corteo istituzionale – accompagnato dalla Banda Musicale – ha raggiunto il cimitero cittadino, dove sorge il Memoriale dei Caduti per la Libertà.
Qui è stata inaugurata una nuova targa con i nomi dei lanzesi morti durante la Resistenza, collocata all’esterno affinché sia visibile a tutta la comunità. Un gesto dal forte impatto simbolico, promosso dal Centro di Documentazione “Nicola Grosa”, che trasforma il ricordo in presenza quotidiana.
Il vicesindaco Fabrizio Casassa ha sottolineato il valore umano dell’iniziativa: «Dietro ogni nome non c’è solo un elenco, ma una storia, una scelta, una vita. Leggerli ad alta voce significa restituire identità e dignità a quelle persone e riportare quella vicenda dentro la nostra comunità, nel presente».
Un luogo simbolo della memoria civile
Il Memoriale affonda le sue radici nel 1966, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Cabodi ne deliberò la costruzione, affidandone il progetto all’architetto Nicolao Galizia, presente alla cerimonia. Nel 2016 il sito è stato ulteriormente arricchito con una targa dedicata alle parole di Piero Calamandrei, che ancora oggi indicano nei luoghi della Resistenza l’origine morale della Costituzione della Repubblica Italiana.
La presidente del Centro di Documentazione, Anna Maria Nepote Valentin, ha spiegato: «Abbiamo voluto che i nomi dei Caduti fossero visibili all’esterno del Memoriale perché la memoria non resti chiusa, ma diventi patrimonio condiviso»
La Resistenza spiegata ai giovani
La giornata si è conclusa al LanzoIncontra, dove gli studenti dell’Istituto Superiore Istituto Superiore Federico Albert hanno ricordato le 21 Madri Costituenti, protagoniste dell’ingresso delle donne nelle istituzioni nel 1946 e decisive nella scrittura della Costituzione italiana.
Non solo il diritto di voto, ma la concreta possibilità di essere elette, rappresentare e incidere nel futuro del Paese. Un passaggio storico che ha cambiato per sempre il volto della democrazia italiana. Il tema era stato anticipato anche nella serata del 24 aprile con l’incontro “Il primo voto alle donne: riflessioni e attualità” e la proiezione del film C'è ancora domani, diretto e interpretato da Paola Cortellesi.
“La libertà va difesa ogni giorno”
Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Fabrizio Vottero ha richiamato il significato contemporaneo della ricorrenza, ricordando anche Beppe Perucca, storico capogruppo degli Alpini recentemente scomparso.
«La libertà e la giustizia sociale sono inseparabili. Quelli che oggi consideriamo diritti acquisiti sono il frutto di sacrifici e scelte coraggiose. Non possiamo permetterci di dare tutto questo per garantito: la libertà va riconosciuta, difesa e vissuta ogni giorno, con responsabilità».
Le celebrazioni del 25 Aprile a Lanzo Torinese hanno mostrato come la memoria non sia soltanto commemorazione, ma uno strumento per leggere il presente e costruire il futuro.
Nei nomi scolpiti sulla pietra, nelle parole dei giovani, nel silenzio del corteo e nella voce delle istituzioni, si rinnova ogni anno una promessa collettiva: custodire la libertà, perché nessuna conquista democratica è definitiva.