«Che fretta c'era?». È la domanda, non priva di una sottile ironia, che il consigliere comunale Endrio Milano(Progetto Caselle 2027), continua a rivolgere all'amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Marsaglia sulla gestione del trasferimento delle scuole di piazza Resistenza verso il plesso di strada Salga.
Nel corso della Conferenza dei Capigruppo del 9 giugno, alla presenza della rappresentanza dei genitori del Consiglio d'Istituto, Milano ribadisce di aver ricordato come la responsabilità della sicurezza degli edifici scolastici sia attribuita dalla legge ai Comuni, posizione che – sottolinea – sarebbe stata confermata anche dalla dirigente scolastica.
Da qui la critica politica alla scelta dell'Amministrazione: «In Consiglio comunale ho chiesto più volte perché fosse necessario svuotare la scuola Collodi e la scuola media di piazza Resistenza senza avere nemmeno un progetto definito sul loro futuro», afferma il consigliere.
Il nodo ENAC: "Mai chiesto di spostare le scuole"
Uno dei punti centrali dell'intervento riguarda il ruolo dell'ENAC. Secondo Milano, l'ente nazionale per l'aviazione civile non avrebbe mai imposto il trasferimento degli istituti scolastici.
«Mi è stato risposto che era una richiesta dell'ENAC, ma non è così. L'ente ha semplicemente classificato quelle scuole come obiettivi sensibili, senza chiedere alcuno spostamento», sostiene.
Per rafforzare la propria tesi, Milano cita il caso di grandi città come Milano, dove la presenza di più aeroporti comporterebbe la classificazione di numerosi edifici scolastici come obiettivi sensibili, senza che questo renda necessario trasferire studenti e insegnanti.
Il cantiere ancora aperto di Strada Salga
L'altro elemento contestato riguarda i tempi dell'operazione. Secondo il capogruppo di Progetto Caselle 2027, concentrare gli studenti di piazza Resistenza nella scuola di strada Salga mentre il cantiere è ancora in corso rappresenta una scelta discutibile.
«Non sarebbe stato più logico lasciare gli studenti ancora per un anno nella sede di piazza Resistenza e completare i lavori senza correre?», si chiede Milano, tornando sul leitmotiv della "fretta" che, a suo dire, avrebbe caratterizzato tutta la vicenda.
PNRR e l'affondo finale
Milano conclude con una critica anche sul fronte della programmazione amministrativa, osservando che diversi Comuni del territorio, come Ciriè, hanno sfruttato i fondi del PNRR per riqualificare gli edifici scolastici.
«A Caselle, invece, la fretta della Giunta Marsaglia è stata tale da non presentare nemmeno la domanda per accedere ai finanziamenti», conclude rilanciando così il confronto politico sulla gestione dell'edilizia scolastica cittadina.
La vicenda delle scuole casellesi continua quindi a rappresentare uno dei principali terreni di scontro tra maggioranza e opposizione, con il dibattito che resta aperto tra esigenze di sicurezza, programmazione degli interventi e scelte amministrative.